• Orario farmacia

    • Lunedì - Sabato
      8.30 - 12.30 / 15.00 - 19.30
    • Domenica
      Chiuso
  • Informazioni utili

    Pronto soccorso e guardia medica: 118
    CUP (numero verde): 848448884
    Ospedale civile Pordenone: 0434 399111
    Turni farmacie
  • Carta d’argento

    In collaborazione con il Comune di Porcia: ottenere buoni risparmi sui farmaci senza incidere su quantità e qualità della cura
    Scopri come
      • 29 AGO 15
      • 0
      Terapia Di Bella

      Terapia Di Bella

      Le ricerche del Prof. Luigi Di Bella risalgono al 1963, precedute comunque da importanti lavori su carotenoidi e retinoidi (1940-1941; cfr. pag. 96 del volume di M.Todisco “Non Morirai di questo male”).
      La ricerca poggia su una formazione multidisciplinare che si avvale non solo degli studi accademici (è laureato in Medicina, Chimica, Farmacia ed ha conseguito la docenza in Fisiologia Umana e Chimica Biologica) ma anche della discendenza dalla gloriosa scuola di Murri ed Albertoni (suo maestro è stato il Prof. Pietro Tullio, allievo di Albertoni). Ne discende che in lui si fondono la mentalità clinica e quella della ricerca, in una simbiosi rigorosa e che spazia tra le più svariate discipline del sapere medico. Oggi questa caratteristica – essere clinico e ricercatore – è assolutamente inedita: la compartimentazione e l’iper-specializzazione, frutto dell’invasione, in campo scientifico, dell’efficientismo produttivo di matrice anglosassone, origina tutto un pullulare di ricerche, magari suggestive, ma sterili ed infeconde di risultati.
      Inizialmente l’attenzione dello scienziato si concentra sulla genesi e la cura delle emopatie. L’occasione contingente è la leucemia del figlio di un amico, in cura presso il Prof. Storti, uno dei più autorevoli ematologi del dopoguerra, che allora operava a Modena. Storti approva ed autorizza i primi tentativi terapeutici che tuttavia non riescono a salvare il bambino. Nelle manifestazioni sintomatiche delle ultime ore di vita Di Bella trova conferma di quanto già ipotizzato fin dagli anni quaranta: il sistema nervoso deve giocare un ruolo essenziale nella composizione del sangue. Inizia gli esperimenti su cavie, stimolando elettricamente le “habenulae’, due formazioni nervose localizzate nell’epitalamo. Le piastrine, in seguito alla stimolazione, aumentano da 200 a 600 mila. Tale incremento è determinato dalla secrezione di MELATONINA, una sostanza isolata nel 1958 dallo statunitense A.B. Lerner (premio Nobel) ed impropriamente classificata tra gli ormoni. Peraltro nessuno ha idea degli effetti e delle proprietà della melatonina, che viene pertanto definita come “curiosità fisiologica’ e della quale si stabilisce con certezza un solo dato: è totalmente atossica. Al contrario Di Bella comprende che la causa immediata di morte nelle leucemie è costituita dalle emorragie, specie cerebrali, originate dal basso numero di piastrine. E’ evidente quindi l’impiego elitario e concreto della melatonina.
      I risultati delle ricerche, condotte con ossessivo rigore, saranno comunicati al Congresso SIBS (Società Italiana di Biologia Sperimentale) di Alghero, nel 1969. Solo questa dimostrazione dell’influenza del sistema nervoso sulla composizione del sangue comporterebbe il Nobel (come d’altronde riconosciuto dal Dr. Walter Pierpaoli durante il Convegno tenutosi a Reggio Calabria del gennaio 1997). Ne comprende l’importanza il Prof. Giuseppe Moruzzi, ritenuto il più illustre fisiologo del tempo.
      Ma già nel 1966 Di Bella aveva assunto personalmente melatonina in dosaggi oltre 50 volte superiori a quelli ritenuti necessari per la cura delle emopatie. Dopo circa un anno inizia a trattare casi di piastrinopenia, trombocitopenia, talassemia, leucemia, accostando alla Melatonina Vit. “E” ed “A”. La melatonina sarà fornita gratuitamente per 10 anni ai pazienti. Ogni spesa per l’acquisto della sostanza e per le ricerche viene sostenuta di tasca propria dal Prof. Di Bella, che non fa e non farà mai ricorso a fondi universitari dei quali avrebbe potuto disporre a semplice richiesta.
      La melatonina usata dallo scienziato è combinata con adenosina, sostanza indispensabile perché produca i suoi effetti in ematologia ed in oncologia.Le complesse e rigorose ricerche sono comunicate in diversi lavori presentati, unitamente agli allievi, in diversi congressi nazionali e internazionali (cfr. pag. 7-19 del volume “Raccolta di pubblicazioni scientifiche” del Prof. Luigi Di Bella).
      Il 6/12/1973, viene invitato a tenere una conferenza sulle sue ricerche dalla Società Medico Chirurgica di Bologna: comunica la guarigione di sette casi di gravi malattie ematologiche. Presiede la seduta il Prof. Domenico Campanacci, clinico di fama internazionale, che alla fine dell’intervento di Di Bella afferma: “Dietro a questa dotta ed appassionata esposizione c’è una tale massa di lavoro sperimentale che noi medici, che ne siamo fuori, rimaniamo sbigottiti. Voglio fare un’osservazione: la vincristina è tossica, noi lo sappiamo. Possiamo far diminuire le forme immature, ma ad un certo punto dobbiamo smettere… il malato sta male. Io ritengo che la medicina ben fatta debba tener conto del malato… altrimenti con tutte le nostre elucubrazioni la terapia non regge. Si sente la necessità di sostituirla con qualche cosa che tossica sembra non sia affatto’. (Da registrazione audio 6/12/73).
      L’eco della conferenza raggiunge la stampa italiana ed estera: tutti i quotidiani ed alcuni settimanali ne danno notizia con risalto, seguiti da giornali americani, francesi, spagnoli, brasiliani, argentini, turchi ecc. La sintesi della conferenza viene pubblicata nel “bollettino delle Scienze Mediche”, Bologna (pag. 21 della Raccolta).
      Le reazioni del mondo dei potenti della medicina, a parte sporadiche espressioni di scetticismo, sono sommesse ma feroci. A Modena, in una riunione di facoltà, viene deciso di non rinnovare, come d’uso da anni, un incarico annuale al Prof. Di Bella. Solo la minaccia di un ricorso legale fa revocare la decisione. Ma il ricercatore viene avvisato a “quattr’occhi che non deve più occuparsi di ematologia od oncologia e che farà bene a non pubblicare nulla sull’argomento. Alle minacce verbali seguiranno intimidazioni di natura ben più grave.
      Comunque le notizie di stampa fanno affluire un grande numero di pazienti che, come sempre, vengono visitati gratuitamente. Da questo momento, grazie ad una sorta di “passaparola” tra pazienti che hanno tratto beneficio dalla terapia, circa ventimila pazienti saranno visitati dal Prof. Di Bella. Già prima della conferenza di Bologna, è iniziato il trattamento di tumori solidi, secondo una formulazione che sarà integrata e perfezionata negli anni.
      Nel 1974, a New Delhi (XXVI Congresso di Fisiologia – pag. 25-26 Raccolta) la sua comunicazione “Nervous control of thrombocytopoiesis’ viene lungamente applaudita e suscita un vivo interesse da parte di ricercatori che indirizzano allo scienziato numerosa corrispondenza per ottenere chiarimenti e maggiori informazioni sulle sue ricerche. Una eco non trascurabile si trova anche in giornali statunitensi del 1974.
      Nel settembre 1976, al 16° Congresso Mondiale di Ematologia di Kyoto, il Prof. Di Bella espone le linee della sua impostazione (pag. 62 Raccolta).
      Nel 1977 il Prof. Di Bella, che dal 1974 impiega – oltre a retinoidi, Vit. “E”, carotenoidi, Melatonina, ACTH, Selenio-Metionina, Vit. “C” – inibitori dei fattori di crescita, specialmente su tumori solidi e linfomi, informa sull’uso della SOMATOSTATINA ed omologhi per i “suoi effetti bloccanti la crescita di elementi neoplastici”(Pag. 64 Raccolta).
      Nel novembre 1978, ad Amsterdam (First Colloquium of the European Pineal Study Group-cfr. pag. 71-77 Raccolta) comunica i risultati ottenuti, con particolare sottolineatura della funzione di controllo sulla crescita cellulare della Melatonina e di inibizione della crescita stessa esercitata dalla somatostatina e dalla bromocriptina.
      Tali acquisizioni sono ribadite e diffusamente esposte in successivi congressi (Brema, settembre 1980, pagg. 115-118 Raccolta; Noorwijerhaut/Olanda, pagg. 119-120) e, sopratutto, ad Atene. Nell’Abstract “Somatostatin in Cancer Theraphy” (1-3 giugno 1981/Pagg. 121-122 Raccolta) si legge: “Stiamo impiegando la somatostatina, associata a dl-alfa-bromocriptina, melatonina e cyclofosfamide in tumori della mammella, del polmone, dello stomaco, dell’intestino, nei linfomi Hodgkin e non Hodgkin, nelle istiocitosi maligne, negli osteosarcomi, nei neuroblastomi e nei melanomi… nessun inconveniente è stato mai riscontrato dopo parecchi anni dall’inizio della cura…solo a titolo di esempio si può affermare che in molti casi di metastasi cerebrali da tumore alla mammella è stata raggiunta la definitiva guarigione. La bontà dei risultati consente ai pazienti di proseguire la loro vita sociale e famigliare ed una sopravvivenza significativamente più lunga. La terapia del cancro con somatostatina, melatonina, inibitori della prolattina, ACTH è probabilmente la più fisiologica tra le terapie ufficiali proposte ed applicate. Essa non comporta alcuna tossicità ed è ben tollerata.
      In numerosi altri congressi (tra l’altro nel congresso internazionale di Catania 1-15 Settembre 1981 viene comunicato l’uso di Mlt e Vit.E in sclerosi ed in altre sindromi degenerative del sistema nervoso) vengono ampliati e particolareggiati concetti già esposti (cfr. pagg. 123-144). Ad Hong Kong (8° Congresso Mondiale di Endocrinolgia 1988, pagg. 155-156 Raccolta) viene nuovamente esposta la composizione della terapia, e si conferma che essa è in grado di prevenire la formazione di metastasi. In tale occasione il Prof. Di Bella definisce il suo metodo come “Terapia Biologica dei Tumori”.
      Il mondo della ricerca comincia a sfornare una quantità impressionante di lavori su melatonina, somatostatina ed Octreotide, retinoidi, carotenoidi, Vit.E, Vit.C, Selenio ecc., sempre esaminati come singole sostanze e mai come componenti sinergiche di un’unica approfondita terapia. C’è anche qualche squallido tentativo di ergersi a pionieri, soprattutto per quanto riguarda Melatonina e Somatostatina, quando esiste la prova costituita da comunicazioni in congressi che ne data in modo irrefutabile epoca di impiego e, quindi, paternità (Melatonina: 1966; Somatostatina ed omologhi: 1974). Russel J. Reiter (Dipartimento di Biologia dell’Università del Texas) ricercatore di fama mondiale, riferendosi alla comunicazione di Di Bella ad Amsterdam (1978) afferma in un suo lavoro (cfr. “The Pineal Gland’ – Progress in Brain Research, vol. 52) che “Di Bella ha utilizzato la Melatonina in diversi tipi di tumori per parecchi anni… l’autore afferma di avere riscontrato un notevole successo della terapia… sfortunatamente questo lavoro di rado è stato valutato criticamente dalla comunità scientifica. Questo Gruppo (Di Bella ed allievi) ha maggior esperienza nell’uso della melatonina di qualunque altro al mondo“. Nel 1990 Reiter, riferendosi al Professore, parla dei suoi “lavori pionieristici” e di ottimi risultati in una vasta serie di tumori solidi e liquidi. Alla fine del 1989 circola negli ambienti della ricerca l’indiscrezione che il nome di Di Bella è stato inserito nella “triade” dei candidati al premio Nobel per la medicina.
      Il 6 gennaio 1990 gli giunge un riconoscimento che ne evidenzia la dimensione umana ed etica: viene premiato con il “premio della bontà” presso la Chiesa di Villanova (Mo), presente il Procuratore della Repubblica di Modena Dr. Walter Boni, per “avere sempre visitato gratuitamente i propri pazienti”.
      Occorre attendere l’inizio del 1995 perché la coltre di silenzio stagnante da più di 25 anni sulle scoperte dello scienziato cominci a diradarsi. Importante risulta essere la pubblicazione del libro del Dr. Mauro Todisco “Non morirai di questo male” – Luigi Di Bella – La storia del medico che ha aperto una nuova linea nella lotta al cancro (Ed. Sestante – febbraio 1995). L’autore traccia un profilo biografico e scientifico del professore, raccogliendo e riportando numerose testimonianze di pazienti guariti. Il Dr. Todisco, per la “colpa” commessa con la pubblicazione del libro, subirà ogni tipo di vessazione dall’ambiente sanitario locale.
      Poco dopo, con curiosa coincidenza, scoppia il “boom” della Melatonina. Ne scrivono tutti, soprattutto se impreparati a farlo ed all’oscuro del suo meccanismo di azione. Negli Usa la sostanza viene venduta nei supermercati senza alcuna formalità, dato che è stata provata e testata la sua assoluta atossicità. In Italia, invece, visto che la Melatonina insidia interessi tutelati dalla Sanità istituzionalizzata, viene organizzata una campagna stampa che tenta di ridicolizzare le proprietà della sostanza (“panacea di tutti i mali”, “elisir di lunga vita’ ecc.) e mettere in guardia da sconosciute controindicazioni. Il fatto che della melatonina si sappia ormai praticamente tutto non conta. Per bloccare la diffusione della Melatonina e della terapia di Di Bella, viene varato un Decreto Legge (N. 161, reiterato dal 291) che commina sanzioni ai medici che prescrivono la Melatonina. Non è difficile risalire agli ispiratori del Decreto.
      Il 15/06/96 a Monza si svolge una tavola rotonda alla quale partecipa anche il Prof. Di Bella ed incentrata sulla libertà della scienza. I pazienti insorgono e minacciano di denunciare il Ministero per omicidio colposo plurimo se il decreto non verrà ritirato.
      Qualche mese dopo, in seguito alla dichiarazione d’incostituzionalità, viene ritirato. Nell’autunno del 1996 vengono presentate le prime interrogazioni parlamentari.
      Nello stesso anno si costituiscono due associazioni di pazienti: l’Associazione Nazionale Famiglie contro il cancro, con sede a Trento, e l’Associazione Italiana Assistenza malati neoplastici, con sede a Roma, entrambe articolate in diverse sezioni.
      Il 27 maggio 1997 il Rotary Club “Roma – Appia Antica” conferisce al Prof. Di Bella la targa “Una vita per… la vita’ (riservata in precedenza a illustri personaggi della vita pubblica e sociale) per i suoi altissimi valori umanitari (ha sempre curato gratuitamente) e per i risultati delle sue ricerche, tendenti ad alleviare le sofferenze in corso di terapia.
      L’informazione sul suo metodo, è stata fornita dal Prof. Di Bella non solo nei lavori della Raccolta, ma da numerose conferenze, svolte in tutta Italia, oltre che dal libro, in distribuzione dal giugno 1997, “Cancro: siamo sulla strada giusta?” (Ed. Travel Factory – Roma Tel 06-6789984) , nel quale, dopo una esposizione dei principi e delle componenti del metodo stesso, è presentata, a cura di quattro dei medici in rapporto di collaborazione, una casistica abbastanza numerosa di tumori e leucemie, corredata da riproduzioni di referti radiologici.
      Il 17 e 18 Luglio 1997 il Prof. Di Bella ha tenuto all’Hotel Excelsior di Roma una Conferenza Nazionale dal titolo: “Cancro: aspetti vecchi e nuovi di terapia”. Alla conferenza hanno partecipato 336 medici, 50 farmacisti e 70 giornalisti. Nell’occasione il Prof. Di Bella ha spiegato i principi base dei suoi protocolli di cura ed ha messo a disposizione di tutti i risultati delle sue ricerche e quelli ottenuti nella cura di oltre 20.000 pazienti negli ultimi 25 anni.
      Il titolo della conferenza si può così riassumere: “Con le conoscenze che abbiamo oggi il cancro si può dominare e vincere, basta fare un salto di qualità mentale per poter guardare con occhi nuovi ai farmaci di cui già disponiamo e combinarli sapientemente adottando la buona pratica medica ed i principi di scienza e coscienza”.
      Una sintesi, forzatamente approssimativa e divulgativa, del METODO DI BELLA può così essere formulata.
      Il tumore è una forma di vita prorompente e micidiale che s’innesta sulla vita normale delle cellule, fino a soffocarla, come fanno le erbacce con i fiori di giardino. Per debellare il male è dai più segreti e complessi meccanismi della vita che occorre partire, perché di vita anomala, ma sempre di vita si tratta. La chemioterapia, che muove da una mentalità datata (“colpire forte, colpire presto”), si fonda sulla meta, irrealistica ed irrealizzabile, di una tossicità differenziata delle sostanze impiegate (appunto i chemioterapici): cioè l’uso di sostanze non tossiche per le cellule sane e mortali per quelle anomale.
      La terapia DI BELLA si propone invece di:
      1) Arrestare la crescita tumorale
      2) Inibire la riproduzione delle cellule neoplastiche
      3) Creare le condizioni biologiche per controllare ed equilibrare la riproduzione delle cellule.

      Di conseguenza le formazioni neoplastiche, non potendo più crescere, né riprodursi e trovandosi in un ambiente biologico sfavorevole alla continuazione della loro vita, si avviano all’autodistruzione. L’importante non è tanto e solo ridurre “la massa” tumorale, che con la chemioterapia ricresce e si metastatizza, quanto rimuovere le cause dei processi anomali senza avvelenare l’organismo
      .
      Di qui la necessità di conoscenze scientifiche non limitate ad una branca della medicina, ma che spaziano dalla chimica alla biochimica, alla fisiologia, alla fisica; materie alle quali lo scienziato Luigi Di Bella ha dedicato l’intera vita continuando tuttora a lavorare 18 ore al giorno dividendosi tra i pazienti, il suo laboratorio privato di ricerca e il continuo aggiornamento.


      Commento personale:
      Senza nulla togliere ai lavori pionieristici del prof. Di Bella, il suo approccio terapeutico ha sicuramente salvato molte vite umane, migliorato la qualità della vita di tante altre, ma ad onor del vero non sempre si è dimostrato risolutivo. Senza addentrarmi in sterili polemiche l’approccio è sicuramente suffragato da presupposti scientifici come dimostrano gli ultimi studi su melatonina, acido retinico, adenosina, vitamina A e beta carotene. Non bisogna però farne un fatto di fede, altrimenti si rischia di ricommettere lo stesso errore di miopia scientifica che è stato commesso nei confronti dello stesso prof. Di Bella.
      Spero che questo non urti la suscettibilità di alcuno e sia un augurio alla memoria affinché la ricerca possa proseguire sulla strada tracciata dallo stesso professore.

      Leave a reply →

    Photostream