Alla scoperta della Curcuma. Un viaggio dall’India alla farmacia passando per la cucina: le mille virtù di una pianta straordinaria

Stasera tocca a me cucinare e in frigo abbiamo solo del pollo. Abituato al laboratorio della farmacia non posso dimenticarmi del mio primo amore la curcumina. Rimbocchiamoci le maniche, preso del rizoma fresco, dopo averlo pelato, lo taglio a rondelline e lo metto in una bella padella d’acciaio. Vi aggiungo un po’ di burro una spruzzata di pepe bianco, una gratuggiatina di noce moscata e metto a fuoco lentissimo per far soffriggere il tutto. Impanati dei banalissimi petti di pollo li cuocio normalmente tirando la cottura con un po’ di Calvados (ma un qualunque brandy va bene lo stesso). Ottimo: mio figlio e mia moglie si sono leccati i baffi e io stasera riesco a digerire bene e passare una notte tranquilla. La cucuma l’ho scoperta più di dieci anni fa facendo delle ricerche su prodotti naturali che potessero avere attività antitumorale. Da allora mi ha sempre più affascinato per l’incredibile varietà di azioni che possiede.
Dal 2000 ad oggi la comunità scientifica si è letteralmente “innamorata” di questa pianta ed in particolar modo del suo principale costituente, la curcumina.
Ma torniamo a noi, la curcuma in India è utilizzata come spezia, come colorante, per i tessuti e per la pelle e come farmaco.
Pur avendo una tossicità quasi nulla, anche se utilizzata ad alti dosaggi (fino a 6 grammi al giorno1), ha una marcata attività antinfiammatoria 2, coleretica 3, colagoga 4, antivirale 5, pancreoprotettrice 6 e antitumorale 7 8 . Cosi versatile da meritarsi nel 2008 in un articolo scientifico dal titolo Curcumin as “Curecumin”: from kitchen to clinic 9, l’appellativo di “curacumina”. Viene oramai prescritta da anni o usata come integratore per svariati usi, ma non sempre con risultati apprezzabili. Come ogni farmaco per agire deve infatti arrivare nell’ organo bersaglio per fare effetto, e la curcumina non è assorbibile, quindi agisce solo a livello dell’intestino o della pelle. Se pensate possa sostituire l’aspirina per un mal di testa ne rimarrete delusi, ma come antiinfiammatorio a livello
dell’intestino funziona. Per ottenere un effetto negli altri organi è stata addizionata alla piperina (ne aumenta l’attività 10 ma può dare effetti contrastanti 11) o ai fosfolipidi, sostanze che emulsionandola le permettono di passare la barriera intestinale. Ma le ricerche atte ad aumentarne l’assorbimento continuano e l’Indena, ditta italiana specializzata nella produzione di principi attivi di origine vegetale ha già brevettato un particolare complesso fosfolipidi-curcumina (Meriva).
Questa nuova “funzionalizzazione” della curcumina ha dimostrato il suo effetto sull’uveite 12 (una fastidiosa infiammazione dell’occhio) in piu dell’80% dei pazienti. Altre conferme si aspettano anche in campo dermatologico 13 dove risultati preliminari sembrano riservare piacevoli sorprese.

 

Bibliografia:

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