Tecnica di preparazione di una soluzione di acido retinoico betacarotene axeroftolo palmitato in Vitamina E

PRESCRIZIONE:

  • betacarotene 0.500 g
  • acido retinoico 0.125 g
  • axeroftolo palmitato 0.125 g
  • tocoferolo acetato q.b. a 250 g

PREMESSA:

Si tratta di un preparato polivitaminico contenente acido retinoico betacarotene vit. E ed A.
Il seguente lavoro prende in esame le difficoltà tecniche nella preparazione in oggetto alla luce della fotosensibilità e termolabilità delle sostanze impiegate. Questa preparazione mi si è presentata innumerevoli volte ai tempi della cosidetta “terapia di Bella”, e tuttora viene prescritta per altri usi.

STRUMENTAZIONE UTILIZZATA

Turboemulsore VELP
Fusore Pressoindustria riadattato, vol. 15 litri con camicia riscaldante, rubinetto di scarico sul fondo, coperchio riadattato, motore monofase con regolatore di velocità. Asta miscelatrice con geometria a flusso radiale. Tutte le parti a contatto con il prodotto sono in acciaio AISI 316.
Bombola azoto ad uso alimentare con riduttore di pressione e filtro in linea 22 micron.
Raccordi in silicone ad uso alimentare. Tubo vetro (pipetta) per flussaggio azoto.

 

METODICA:

Il tocoferolo acetato liquido, viene travasato nel fusore.
Si regola il flusso dell’azoto e la velocità dell’agitatore al massimo, per incorporare l’azoto, fino ad ottenere un liquido lattiginoso. A questo punto il flusso viene ridotto fino a circa 1 bolla al secondo.
Si accende la camicia riscaldante portando la temperatura a 60° – 65° C.
In un beker di opportuna capacità si versa il betacarotene addizionandolo di un pari volume in alcool. Viene aggiunta pari massa in tocoferolo prelevandolo dal fusore tramite il rubinetto di scarico.
Mediante un qualunque turboemulsore di piccola capacità (IKA T25), il betacarotene viene emulsionato alla miscela alcool tocoferolo azoto, al fine di ridurne la granulometria, ed avere una parziale solubilizzazione.

La sospensione ottenuta viene versata nel fusore, e il beker viene ripetutamente lavato col tocoferolo prelevato attraverso il rubinetto di scarico.
La velocità di agitazione viene abbassata e si attende per circa tre ore.
Trascoso questo lasso di tempo si comincia a verificare la solubilizzazione del betacarotene, prelevandone con un becker da 10 ml un campione.
Tale campionamento si continua, fino a completa solubilizazione del betacarotene, lasciando passare circa un’ora tra un campionamento e l’altro.
I campioni prelevati vengono ispezionati in luce radente, e reintrodotti nel recipiente di miscelazione.
A betacarotene perfettamente solubilizzato, si procede con l’aggiunta dell’acido retinoico, che viene o pesato a parte e quindi immesso in un beker con pari peso in alcool etilico FU, oppure pesato in un beker contenente già un quantitativo in pari peso della nostra soluzione tocoferolo betacarotene, più pari peso in alcool etilico FU.
Questa seconda metodica, serve a minimizzare il rischio di generare polvere, durante la pesata dell’acido retinoico.
Sempre con il turboemulsore precedentemente utilizzato, si emulsiona la miscela tocoferolo betacarotene azoto con l’acido retinoico, mantenendo la velocità al minimo.
L’emulsione così ottenuta, viene versata nella soluzione di betacarotene in tocoferolo, lavando ripetutamente il becker con la soluzione betacarotene tocoferolo, e rimettendo il lavaggio nel recipiente di miscelazione.
La temperatura viene portata a 50 – 55° C, e si continua a mescolare per tre ore. Passate le tre ore, si cominciano a prelevare i campioni da 10 ml, esaminandoli sempre in luce radente, come precedentemente fatto con il betacarotene.
A solubilizzazione ottenuta, (dalle 3 alle 5 ore) la temperatura viene portata a 45° C, viene aggiunto l’axeroftolo palmitato, lavando sempre il beker di pesata con la soluzione tocoferolo betacarotene acido retinoico.
Si continua a miscelare per circa mezzora, e si passa a imbottigliare, flussando la bottiglia con azoto.
Se si volesse ridurre la quantità di alcool residua nella nostra soluzione, prima di ogni aggiunta di una nuova sostanza, si porta il flusso di azoto e la velocità di miscelazione al massimo.
Il flusso di azoto, forzerà l’eliminazione dell’alcool sotto forma di aerosol come da Fig. A5. Tutte le operazioni sopra descritte sono state effettuate in ambiente oscurato.

VERIFICHE ANALITICHE:

La metodica fin qui illustrata è stata a suo tempo verificata tramite titolazione degli API e stabilità della preparazione stessa, presso il Dipartimento di Scienze Farmaceutiche dell’Universita di Bologna, in virtù di un contratto di ricerca tra l’Università stessa e la farmacia all’Igea via Roma 8/10 Porcia, della quale ero associato in impresa famigliare. La metodica utilizzata ha portato sucessivamente alla pubblicazione del seguente articolo:

“Pucci V, Bugamelli F, Mandrioli R, Raggi MA. Simultaneous determination of alltransretinoic acid, betacarotene, and vitamin A in galenic preparations by liquid chromatography. J AOAC Int. 2001 Mar-Apr;84(2):354-60. PubMed PMID:11324598.”

nel quale si evidenziano i seguenti punti:

1) il titolo degli attivi rispetta i limiti espessi nella USP XXII per preparazioni analoghe.

“The results obtained for each formulation (Table 4) were found to be in good agreement with the claimed content of the drugs. The USP XXIII monograph for oilsoluble vitamins capsules provide that the capsules must contain not less than 90.0% and not more than 165.0% of the labeled amounts of vitamin A palmitate and vitamin E acetate and for tretinoin cream not less than 90.0% and not more than 130.0% of the labeled amount of trans retinoic acid [13].”

2) la stabilità della soluzione conservata al buio e a temperatura ambiente raggiunge comodamente i 90 gg. In tabella 4 troviamo i titoli e in fig. 5 troviamo le prove di stabilità (entrambe le tabelle sono estratte dal sovracitato articolo)

Qui di seguito riporto l’abstract dello stesso:

Abstract

Liquid chromatographic (HPLC) methods with fluorescence detection at different wavelengths were developed for measuraments of retinoic acids (13cis and alltrans) in pharmaceutical dosage forms and components of ‘retinoid solution’ (alltrans retinoic acid, vitamin A palmitate and bcarotene), a galenical of ‘Di Bella therapy’, using reversed phase columns under isocratic conditions. The stability of alltrans
retinoic acid in cream and alltrans retinoic acid and vitamin A palmitate in ‘retinoid solution’ was investigated. Solidphase extraction (SPE), using C18 sorbent was applied to the analysis of retinoic acids (9cis, 13cis and alltrans) in the ‘retinoid
solution’ to obtain a practical and reliable sample cleanup. The results showed that these preparations (cream and solution) can be conveniently stored in the dark (t.a. or 2–8°C); under these conditions about 86–87% of the alltrans retinoic acid initial concentration in both formulations and about 73–78% of vitamin A palmitate in the ‘retinoid solution’ remained after 90 days, while under sunlight exposure rapid degradation of the drugs was observed.
© 2000 Elsevier Science B.V. All rights reserved

Fig. 5. Stability of tretinoin in ‘retinoid solution’ and cream. Mean percentage of initial tretinoin concentration in ‘retinoid solution’ (a) and cream (b) found over 3 month period. Storage conditions (A) a.t. in the dark; (B) a.t. in sunlight without air; (C) a.t. in sunlight with air; (D) 37°C in the dark without air; (E) 50°C in the dark without air; and (F) 2–8°C in the dark without air.

METODICHE ALTERNATIVE:

Al fine di ovviare alla degradazione termica dei principi attivi, si potrebbe sfruttare l’eccezionale solubilità del betacarotene e dell’acido retinoico nel butano o nel propano liquidi. La metodica in questo caso, consiste nel solubilizzare il betacarotene nel butano (liquido di carica degli accendini o delle classiche bombolette dei fornelletti a gas) che rimane liquido una volta versato in un recipiente per la forte sottrazione di calore che avviene per evaporazione nell’interfaccia arialiquido. Betacarotene e acido retinoico sono liberamente solubili nel butano con tempi di dissoluzione dell’ordine dei secondi. Una volta solubilizzato il betacarotene e l’acido retinoico, l’aggiunta del tocoferolo e dell’axeroftolo avvengono per semplice miscelazione. Un blando riscaldamento provoca la facile rimozione del butano stesso.

PRO:

semplicità, rapidità di esecuzione, protezione dei prodotti dall’ossidazione pari a quella dell’azoto.

CONTRO:

reperimento di butano di grado alimentare o farmaceutico difficoltoso, gas fortemente infiammabile ed esplosivo. Mi sento di sconsigliare una metodica simile in laboratorio, anche se sono rimasto affascinato dalla semplicità di esecuzione e dal risultato. Il test da me operato è stato rigorosamente eseguito all’aria aperta, e il prodotto ottenuto non poteva assolutamente avere i requisiti di preparazione ad uso umano.

 

Scrivi una risposta